ALBO D'ORO anno 2014
Quindicesima edizione

 

gigi d'alessio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Premio Speciale
per la Promozione della canzone italiana nel mondo

Gigi D'alessio

Cantante, compositore, pianista, chitarrista, batterista, show man e direttore d’orchestra, Gigi D’Alessio è uno degli artisti italiani più famosi nel nostro paese e all’estero.
Oltre 20 anni di carriera, più di 20 milioni di copie vendute, 1 disco di diamante, oltre 100 dischi di platino, 7 tournées internazionali in Europa, USA, Canada e Australia e numerosissimi show straordinari, a cominciare dal primo concerto nel 1995 al Palapartenope, passando per l’Olimpya di Parigi, fino ad arrivare al Radio City Music Hall di New York.
La storia artistica di D’Alessio inizia a Napoli 43 anni fa, quando Gigi a soli 4 anni riceve dal padre, in regalo, una fisarmonica comprata a Caracas: Gigi studia lo strumento con la stessa passione con cui i suoi coetanei si dedicano ai giochi dell’infanzia, e in breve impara a suonarlo ad un buon livello. A dodici anni si iscrive al Conservatorio di Napoli, conseguendo a ventuno anni il diploma di pianoforte. Ha soltanto 23 anni quando si trova a dirigere la prestigiosa Orchestra Scarlatti, esperienza esaltante che accresce di molto la sua statura professionale. Poco dopo D’Alessio diventa il pianista di Mario Merola, con cui scrive “Cient’anne”.
Nel 1992 esce il suo primo album e da allora non ha più smesso di cantare, collezionando oltre 18 album di inediti, tra cui “ORA”, l’ultimo lavoro discografico che ha visto Gigi impegnato fino ad aprile con l’omonimo tour negli Stati Uniti, in Canada e in Italia. In 20 anni di carriera, D’Alessio ha collaborato con alcuni tra i più importanti artisti musicali mondiali, dai Manhattan Transfer a Liza Minnelli, Anastacia, Lara Fabian, Paul Anka, Macy Grey e moltissimi altri, compresi i musicisti del calibro del chitarrista Michael Thompson e del batterista Steve Jordan. Un autentico artista made in Italy, che ha conquistato nel 2013 anche il Sud America con il progetto spagnolo Primera Fila e che, quest’anno, ha raggiunto la vetta della prestigiosissima classifica Billboard World Music Chart, primato raggiunto, nella storia della musica italiana, solamente da Modugno oltre 50 anni fa.

 

rai

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Premio Roma Urbs Universalis

RAI Radiotelevisione Italiana

È il 3 gennaio del 1954 quando ha inizio il regolare servizio di televisione e la Rai appare sul piccolo schermo con il suo primo canale. Alla fine del '54 la televisione raggiunge il 58% della popolazione (nel 1961 raggiungerà il 97% degli italiani). Le trasmissioni radiofoniche, invece, sono diffuse ormai regolarmente dai primi anni '20 con tre reti nazionali: il Primo, il Secondo e il Terzo Programma. Nei primi dieci anni di vita gli abbonamenti crescono costantemente: dai 24.000 del'54 aoltre 6 milioni nel 1965. In ogni casa e ritrovo pubblico si raccoglie tutto il vicinato per vedere la Tv. La televisione, come Servizio Pubblico, viene pensata non solo come occasione di intrattenimento, ma anche come strumento di educazione e informazione: si pensa che il mezzo televisivo possa aiutare a combattere il diffuso analfabetismo. In tal senso contribuisce a creare una lingua nazionale molto più di quanto sia stata in grado di fare la scuola.Inizialmente i programmi durano quasi quattro ore, la pubblicità non esiste. Le trasmissioni iniziano alle 17.30 con La Tv dei ragazzi, s'interrompono per riprendere con il telegiornale alle 20.45 e durano sino alle 23.00. Nel 1957 una prima svolta: viene introdotta la pubblicità con Carosello, programma simbolo nel quale lo spettacolo prevale sullo spot. Dopo Carosello i bambini e i ragazzi vanno a letto. La Tv è resa presto popolare dall'intrattenimento, ma l'informazione rimane la vetta d'eccellenza della Rai: oltre il 70% dei telespettatori segue il telegiornale. Gli sport più amati sono il ciclismo e il calcio, puntualmente illustrati dalla Rai. Sul finire del decennio si affermano i sistemi di registrazione. La Tv non è più ancorata alla diretta ma può registrare, conservare e riproporre. Nel 1962 vede la luce anche il secondo canale televisivo, per la prima volta la Tv italiana si collega via satellite con l'America e pochi mesi dopo iniziano le prime sperimentazioni per le trasmissioni a colori che avranno un avvio ufficiale solo nella seconda metà degli anni '70. Sempre nella seconda metà degli anni '70 esordiscono anche le trasmissioni regionali e il giornalista conduttore sostituisce il lettore del telegiornale.
Nel 1979 viene inaugurata la Terze rete Tv a diffusione sia nazionale che regionale e le prime reti locali commerciali fanno la loro comparsa nel panorama televisivo italiano. Gli anni '80 vedono l'avvio sperimentale del Televideo, della sottotitolazione per i non udenti e della rilevazione degli ascolti dall'Auditel. Sono anche gli anni in cui fanno il loro ingresso sul mercato le emittenti commerciali nazionali.
A febbraio del '96 la Rai fa il suo ingresso ufficiale nella rete inaugurando il sito www.rai.it e a fine '97 lancia i primi tre canali tematici digitali via satellite, la cui sperimentazione era stata avviata all'inizio del '90. A fine 2003 il CdA della Rai approva la costituzione dell'Associazione italiana per lo sviluppo del digitale terrestre e a gennaio 2004 la Rai lancia la sua prima offerta sulla nuova piattaforma dando il via a una nuova era per lo sviluppo del mercato televisivo italiano. A partire dal 31 luglio 2009, Tivù Srl - società costituita insieme a Mediaset e Telecom Italia Media in data 24 settembre 2008 - lancia la piattaforma satellitare gratuita Tivù Sat che replica l’offerta televisiva gratuita in digitale terrestre.

zeruya schalev

 

 

 

 

 

Premio Speciale Roma-Gerusalemme

Zeruya Schalev

Due città che si guardano: due capitali che, nella radice profonda delle letteratura, ritovano quegli ideali di dialogo e di accoglienza alla base della più alta dignità umana.
La vita può essere ripensata anche da un ospedale di dolore. Quello che accade alla vecchia Hemda Horowitz, figlia dell'ebraismo umiliato dalla Shoah, figlia dei sogni crudi ma anche esaltanti della nuova Israele a metà del Novecento. Hemda guarda sé stessa, si legge dentro. Nel suo corpo stanco scopre il perchè delle delusioni di sua figlia Dina, così come la gioia e le mute illusioni dell'atro figlio, Avner. Il suo racconto è una genealogia dell'anima; scorre come la stenografia di un'esistenza che ha fatto delle ferite la più grande decenze e delle offese il cuore stesso della speranza. In una Gerusalemme sospesa nel ricordo, il romanzo della Schalev appare il ponte sicuro per una spiritualità antica e nuova, che non dimentica. E che ci nutre ancora.

 

le cose che sai di me

 

 

Sezione Narrativa Straniera

Clara Sánchez
Le cose che sai di me
Garzanti

Clara Sánchez ha raggiunto la fama mondiale con il bestseller Il profumo delle foglie di limone, in cima alle classifiche di vendita per oltre due anni. Con Garzanti ha pubblicato anche La
voce invisibile del vento e Entra nella mia vita. È l’unica scrittrice ad aver vinto i tre più importanti premi letterari spagnoli: il premio Alfaguara nel 2000, il premio Nadal nel 2010 e il premio Planeta nel 2013 con Le cose che sai di me.

il mio nome è nessuno il ritorno

 

 

 

 

 

 

 

 

Sezione Narrativa Italiana

Valerio Massimo Manfredi
Il mio nome è Nessuno
il ritorno

Mondadori

Valerio Massimo Manfredi è un archeologo specializzato in topografia antica. Ha insegnato in prestigiosi atenei in Italia e all’estero e condotto spedizioni e scavi in vari siti del Mediterraneo pubblicando in sede accademica numerosi articoli e saggi. Come autore di narrativa ha pubblicato con Mondadori quindici romanzi: Palladion, Lo scudo di Talos, L’Oracolo, Le Paludi di Hesperia, La Torre della Solitudine, Il faraone delle sabbie (premio librai città di Padova), la trilogia Alèxandros pubblicata in trentanove lingue in tutto il mondo, Chimaira, L’ultima legione da cui è tratto il film prodotto da Dino De Laurentis, L’Impero dei draghi, il Tiranno (premio Corrado Alvaro, premio Vittorini), L’armata perduta (premio Bancarella), Idi di marzo (premio Scanno), Otel Bruni e il primo volume della saga Odysseo Il mio nome è Nessuno - Il giuramento; è autore anche, sempre per Mondadori, di alcune raccolte di racconti e di saggi. Conduce programmi culturali televisivi in Italia e all’estero, collabora con “Il Messaggero” e “Panorama”.


mappa mundi

 

 

 

Sezione Saggistica

Domenico De Masi
Mappa Mundi
Modelli di vita per una società senza orientamento

Saggi Rizzoli

Domenico De Masi insegna Sociologia del lavoro presso l’università di Roma “La Sapienza”. Ha fondato la S3 - Studium,
scuola di specializzazione in scienze organizzative, che ha sede in Italia e in Brasile. Dirige la rivista “Next. Strumenti per l’innovazione”. Ha pubblicato con Rizzoli: Il futuro del lavoro: fatica e ozio nella società postindustriale (1999); Ozio creativo (2000); La fantasia e la concretezza: creatività individuale e di gruppo (2003); Non c’è progresso senza felicità con Frei Betto (2004).

 

liberati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Premio Speciale per la solidarietà

Banca di Credito Cooperativo

DA 60 ANNI AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ ROMANA
Questa edizione del Premio coincide con un evento importante per la BCC di Roma, il sessantesimo anniversario della fondazione, avvenuta il 17 ottobre del 1954 in una zona periferica di Roma. 60 anni sono tanti nella storia di un Paese, soprattutto in quella dell’Italia, che dagli anni ‘50 del secolo scorso ha compiuto un balzo gigantesco trasformandosi da nazione prettamente agricola a industriale, con enormi cambiamenti nella struttura economica e nel costume. E la storia della nostra Banca si è intrecciata in questo sessantennio a quella di Roma e del Lazio, rispecchiandone la voglia di crescere e di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e la povertà.
BCC di Roma in questi 60 anni ha testimoniato un percorso di rinascita e di emancipazione, dando concretezza, sulla base dei valori cooperativi, ad un modo differente di fare banca. Un modo che ha a cuore l’identità e la cultura del territorio, privilegiando i rapporti con le famiglie, gli operatori economici minori, le istituzioni locali.
Un modo che nella prima metà del 900 ha funzionato nell’Italia rurale dei piccoli borghi, ma che la nostra Banca ha dimostrato di poter applicare anche in un grande contesto metropolitano come quello di Roma.
In questi 60 anni Roma è cresciuta, e così anche la nostra Banca. Oggi, da quell’unico sportello in periferia, BCC Roma opera nel Lazio e nell’Abruzzo interno con una rete di 180 sportelli con 1300 dipendenti.
Nostro augurio è che anche il Premio Roma, così come ha già fatto nelle prime 14 edizioni, possa continuare a crescere in prestigio e visibilità, valorizzando l’eccellenza nella cultura e nella ricerca, per i prossimi 60 anni.

Francesco Liberati
Presidente Banca di Credito Cooperativo di Roma.

   

Antea onlus

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Premio Speciale per la solidarietà

ANTEA ASSOCIAZIONE ONLUS

“NON È IMPORTANTE LA META MA IL VIAGGIO...”
Impegno, qualità, passione: questo recita uno degli storici slogan Antea. Tre parole, forse banali, ma che racchiudono al meglio la nostra filosofia. In Antea non c’è un medico che accoglie un paziente: c’è una persona che accoglie un’altra persona. Persone che hanno bisogno di qualcuno che gli tenda una mano, famiglie che hanno bisogno di essere ascoltate, capite. Persone a cui è stata strappata la speranza. Persone a cui è stata negata la normalità.
Sono passati quasi 27 anni da quel lontano novembre del 1987 che ha visto nascere Antea in una realtà ben diversa da quella odierna. L’OMS ancora non aveva elaborato la sua famosa definizione sulle Cure Palliative, ma Antea era già accanto a quelle persone che la medicina definiva malati non più guaribili, ma che per noi erano e sono ancora persone di cui possiamo e vogliamo prenderci cura.
Allora eravamo due persone piene di voglia di fare, oggi siamo una grande famiglia di 200 persone tra professionisti e volontari. Allora prendemmo un impegno con noi stessi, lo stesso impegno che rinnoviamo quotidianamente quando veniamo accolti nelle case delle oltre 100 persone che aiutiamo ogni giorno o quando ci affacciamo in ognuna delle 25 stanze del nostro Hospice: abbiamo scelto di non girare la faccia di fronte a quello che era un problema e, anche se in modo diverso, lo è ancora. Abbiamo scelto di donare tutto il nostro tempo a chi di tempo non ne ha più. Abbiamo scelto di farlo al meglio per offrire qualità a chi si sentiva abbandonato. E, ultimo ma non ultimo, abbiamo scelto di farlo sorridendo perché se le Cure Palliative vanno intese come approccio olistico e non pura e semplice terapia farmacologica, questo è quel qualcosa in più che Antea ha deciso di dare. Grazie di cuore alle oltre 17.000 famiglie che in questi anni si sono fidate di noi e ci hanno affidato i loro cari.


Claudia Monti
Presidente Antea Onlus