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ALBO D'ORO anno 2010
Undicesima edizione
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Gianni Letta - Giornalista – Laureato in giurisprudenza.
Dopo aver esercitato per alcuni anni la professione forense, nello
studio legale del padre, passò al giornalismo militante, una professione
nella quale aveva mosso i primi passi già negli anni del Liceo e
dell’Università come corrispondente di provincia, da Avezzano prima e
da L’Aquila poi, per alcuni quotidiani nazionali, per la Rai e per l’Ansa.
Nel 1958 si trasferì a Roma come Redattore del quotidiano Il Tempo
dove ha fatto esperienza in tutti i Servizi ed in particolare al Servizio
Esteri, prima di assumere la responsabilità della Redazione Province e
della Segreteria di Redazione quale Redattore Capo.
Nel 1971 fu chiamato dalla fiducia di Renato Angiolillo alla Direzione
amministrativa de Il Tempo e successivamente, cooptato nel Consiglio
di amministrazione, assunse la responsabilità di Amministratore
delegato. Alla morte del Senatore Angiolillo assunse anche la
Direzione de Il Tempo, che ha cumulativamente tenuto per quasi 15
anni, fino alla fine del 1987.
Successivamente
ha assunto
responsabilità manageriali e
giornalistiche nel Gruppo Fininvest, nel quale è stato Vicepresidente di
Fininvest Comunicazioni, con la responsabilità e la direzione dell’ufficio
romano.
Come Direttore editoriale, ha curato il coordinamento delle attività
del Gruppo nell’informazione. Ha curato e condotto rubriche TV, in
particolare su Canale 5, “Italia Domanda”: un programma settimanale
di dibattito politico-culturale sui problemi dell’attività interna e
internazionale.
Per conto dell’Ente Palazzo della Civiltà del Lavoro ha curato una serie
di volumi su problemi di carattere economico sociale.
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel primo
(1994/1995), nel secondo (2001/2005), nel terzo (2005/2006) e
nell’attuale quarto Governo Berlusconi (dal 2008).
“Nei cinque anni del Governo Berlusconi, in cui Letta era, secondo
gli analisti dell’Ambasciata americana, il terzo personaggio più
importante del Governo (io l’avrei messo un gradino sopra) è stato il
vero pivot, sia del Governo che della politica italiana. Fra l’altro, l’unico
ad avere una interlocuzione continua con i più importanti esponenti
dell’opposizione….
L’Auditorium della Musica traboccava di imprenditori e politici: per l’ex
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio scatta una vera e propria
standing ovation. Tanto eccezionale quella reazione che quando il neo
Ministro dell’Industria, Pier Luigi Bersani, va al microfono per il discorso
ufficiale esordisce testualmente così: “Desidero associarmi anch’io
all’applauso che l’Assemblea ha rivolto al Sottosegretario Gianni Letta
perché egli è veramente il monumento vivente della differenza che c’è
tra il fare e il parlare.
Più bel riconoscimento Letta certamente non poteva ricevere.”
(Luigi Tivelli, Chi è Stato?, Rubbettino Editore).
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La mano di Fatima
Longanesi
Ildefonso Falcones, dopo il bestseller La cattedrale del mare, conferma la sua vocazione di narratore con il romanzo La mano di Fatima (editore Longanesi), che è un imponente affresco di vita spagnola a metà del sedicesimo secolo. Concorrono a realizzare quest'opera fluviale una vena colta e una vena popolare, una documentazione attenta sulle fonti, sulle cronache, sui memoriali d'epoca, e insieme una passione per il racconto che è dell'autore e che arriva a toccare l'immaginario collettivo. La vicenda ruota attorno alla tragedia dei moriscos in Spagna; e attraverso l'amore del protagonista Hernando e dell'affascinante giovinetta Fatima si propone una parabola intensa e di allarmante attualità sul rapporto conflittuale tra le religioni, sulla necessità della tolleranza che scaturisce dalla pratica dell'intolleranza e della violenza.
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Il giorno dell’indipendenza
Adelphi
Dopo La casa madre del 2008, Letizia Muratori con questo romanzo Il giorno dell'indipendenza, edito da Adelphi, propone una vicenda sorprendente per ambientazione e per risultati di stile. Una fattoria dove si allevano maiali è un luogo insolito e fuori percorso, ma che l'autrice conosce benissimo e che alla fine fa conoscere al lettore. E' anche un luogo che si presta ai simbolismi, come dimostra un precedente letterario illustre quale la Saga del Signore della Nave di Pirandello. Si incontrano in questo contesto un uomo in crisi che fugge dalla droga e dalle trappole della speculazione finanziaria e una donna americana alla ricerca delle sue origini. Su queste premesse la Muratori costruisce una vicenda intensa, un dramma della comunicazione, tra due culture, tra l'Italia e Miami, che appartiene alle zone oscure dei nostri problemi e dei nostri giorni e che la indicano come una scrittrice originale e ricca di futuro. |
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Irredenti redenti
Intellettuali giuliani del ’900
LINT Editoriale
Renate Lunzer, docente di Letteratura italiana e Teoria della letteratura presso l'Università di Vienna, propone con questo volume Irredenti redenti (Lint, Trieste) un panorama critico di ampio respiro sulla stagione aurea della letteratura giuliana, che dalla fine dell'Ottocento attraversa buona parte del Novecento. Dal suo osservatorio viennese, toccata dal fascino del mito asburgico, dedica un'attenta indagine agli intellettuali irredenti-redenti, che hanno contribuito alla dissoluzione del "mondo di ieri", pur essendone una genuina espressione. Nella sua galleria vengono considerati personaggi entrati nel canone e anche figure meno conosciute al grande pubblico, ma di indubbio interesse. In complesso, uno spaccato su un capitolo della nostra storia e su un'area di frontiera austriaco-italiana che è stata un grande laboratorio interculturale.
bella e perduta
L’Italia del Risorgimento
Editori Laterza
Storico illustre, Lucio Villari non manca all'appuntamento con i grandi avvenimenti della nostra storia nazionale, quali la ricorrenza dei duecento anni della nascita di Cavour (agosto 2010), che precede quella dei 150 anni della spedizione dei Mille e della proclamazione dell'Unità d'Italia. Il titolo stesso del volume, Bella e perduta. L' Italia del Risorgimento (editore Laterza), che ripropone le parole del Nabucco di Giuseppe Verdi, è una sintesi musicale dell'opera, appassionata e polemica, sino alla provocazione. Villari con la sua ricostruzione storiografica e con la strategia delle sue citazioni colte tesse un quadro complesso, da cui emerge un anelito di libertà e di conquiste democratiche, che è stato il valore profondo del processo risorgimentale e che nell'attualità non può essere insidiata né da rievocazioni retoriche né da rivisitazioni strumentali.
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Presidente della Maison Gattinoni, Consigliere della Camera Nazionale
della Moda Italiana, e Membro del Comitato Scientifico e Organizzativo del
Progetto “Archivi della Moda del ‘900” promosso da ANAI (Associazione
Nazionale Archivistica Italiana) Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali.
Stefano Dominella debutta nella moda nella metà degli anni ’70 a
Milano entrando a far parte del team dell’ufficio stile di Mila Schön. Alla
fine degli anni ’70 si trasferisce a Roma con l'incarico di assistente coordinatore
di Valentino per le collezioni di Prét-à-Porter, curando inoltre i
rapporti tra l'ufficio stile e il gruppo GFT. Negli anni ’80 dà vita, insieme
a Raniero Gattinoni, alla “Raniero Gattinoni Prét-à-Porter” e intraprende
il progetto di restyling della griffe Gattinoni sviluppando una nuova strategia
di distribuzione che apre al brand le porte dei mercati internazionali.
Nel 1983 diventa membro del Consiglio Direttivo della Camera Nazionale
della Moda Italiana, carica che ricopre ancora oggi. Dal 1984 al 1994 è
Presidente del tessile abbigliamento dell'Unione Industriali di Roma. Nello
stesso periodo, dal 1986 al 1990, è anche Presidente del Consorzio Moda
Roma, nato sotto l'egida dell'Unione Industriali di Roma, del Comune di
Roma e della Camera di Commercio. Dal 1990 è Direttore didattico e Coordinatore
del Comitato Scientifico dell'Istituto Europeo di Design di
Roma, nonché responsabile del progetto "Immagine e Strategie" dello
I.E.D. per le sedi di Milano, Madrid e Barcellona. Dal 2002 al 2007 ricopre
la carica di Presidente di Alta Roma scpa, un’agenzia per la moda nata
nel 1998 con lo scopo di promuovere la città di Roma come palcoscenico
privilegiato per l’Alta Moda italiana. Stefano Dominella è inoltre ideatore
di importanti progetti ed eventi culturali e sociali legati al mondo della
moda. |
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Nato nel 1967 a Buenos Aires, Argentina, ha cominciato gli studi all’età di 4 anni sotto la tutela di sua madre Nancy Bocca. E’ stato accettato nel 1974 come membro dell’Istituto Superiore di Arte al Teatro Colòn dove – tra gli altri – ha avuto come maestri Gloria Kadza, José Parés e Ninel Julttyeva. Ha poi migliorato ulteriormente la sua tecnica con Maggy Black, Lidia Segni e Wilhelm Burmann.
La sua carriera professionale ha avuto inizio nel 1982 come ballerino principale della Fondazione Teresa Carreño in Venezuela, e del Teatro Municipale di Río de Janeiro in Brasile. Nel 1985 ha vinto la medaglia d’oro al 5° Concorso Internazionale di Ballo a Mosca. Si é unito come ballerino principale al Corpo di Ballo Teatrale Americano nel 1986 e si é esibito con questo gruppo fino al 2006.
É stato invitato come Artista d’onore dai gruppi più prestigiosi del mondo e ha ballato insieme alle maggiori artiste del mondo, tra cui Nina Ananiashvili, Eleonora Cassano, Alessandra Ferri, Carla Fracci, Natalia Makarova, Amanda McKerrow e Cynthia Gregory.
Nel 1990 il Teatro Colón di Buenos Aires lo ha nominato suo Rappresentante Internazionale. Lo stesso anno ha fondato un nuovo gruppo, il “Ballo Argentino”, e l’ha portato in tournèe in tutto il mondo, esibendosi tra l’altro al Palazzo Hermitage di San Pietroburgo – primo gruppo straniero nella storia di questo Teatro.
La sua ultima esibizione ha avuto luogo il 22 dicembre del 2007. Da allora è stato nella giuria di molte competizioni di ballo, tra cui il Premio Julio Bocca del Consiglio di Danza Argentino.
Dal 2010 è stato nominato Direttore Artistico del Ballo Nazionale di Sodre a Montevideo, Uruguay.
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