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Il messaggio del Presidente
per la quattordicesima edizione
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In tempi dominati, in misure diverse e tuttavia ugualmente condizionanti, da disagi sociali, da difficoltà economiche, dalla tendenza a privilegiare, da una parte le ragioni del mercato, dall’altra le forme meno nobili e ostentate dello spettacolo, è tutt’altro che agevole concepire iniziative capaci di sottrarsi alle mode e di tenere alti, spesso più per forza di idee che per dovizia di mezzi, i livelli culturali di una società. Impegno non effimero, in tale tentativo, esprimono i premi letterari. Non compete a noi assegnare voti e definire classifiche di merito. Tuttavia, nel toccare il traguardo della quattordicesima edizione, appare incontestabile nel giudizio dei più come il Premio Roma abbia caratteristiche tali da garantirgli ruoli e originalità difficilmente riscontrabili nel pur vastissimo panorama nazionale dei premi letterari. Ne sono testimonianza l’articolazione, aperta ai tre versanti della narrativa straniera, di quella italiana e della saggistica, riservata questa, ad autori italiani ed esteri. Ne sono testimonianza la presenza di case editrici, di opere e di autori tali da definirne autorevolezza e qualità. Ne sono infine testimonianza le assegnazioni di premi speciali - in particolare il Premio Roma Urbs Universalis, conferito negli ultimi anni del Suo percorso esistenziale a Sua Santità Giovanni Paolo II e celebrato in memoriam – che hanno consentito di dilatare ulteriormente il quadro culturale dell’iniziativa affidando di volta in volta la propria credibilità a personalità del livello di Carlo Rubbia, Umberto Veronesi, Rita Levi Montalcini, Franco Mandelli, Salvatore Accardo, Uto Ughi, Irene Papas, Maximilian Schell.
Anche per questa edizione, il Premio mantiene in vita una consuetudine che ne accresce peculiarità e valore: l’affiancamento di città estere. Inaugurato nel 2004 con Madrid, seguito in successione da Berlino, Parigi, Miami, Atene, Vienna, Buenos Aires, Mosca e Londra, il gemellaggio del 2013 reca la firma di Dubai, grande emirato della penisola araba, antico protettorato britannico da tempo emancipatosi e segnato, oltre che dalla potente crescita economica e dall’originalità delle soluzioni urbanistiche, dalla costante tendenza a confrontarsi con le società più emancipate del mondo occidentale. Dopo aver toccato le città che hanno fatto la storia secolare della vecchia Europa e dei due centri più vitali della realtà americana, con questo gemellaggio il Premio Roma è orgoglioso di aprire una nuova frontiera e di recare il messaggio dell’Urbe a territori e realtà rinnovati nel loro fascino e nella loro importanza.
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